Un passo alla volta, la vita è un VIAGGIO...

 Mi chiamo Valentina. 

Bertozzi è il mio cognome. Sono donna, madre e tante altre etichette. Mi sto avvicinando ai quarant’anni e ho una gran voglia di condividere con te il mio viaggio, quello della mia vita.

La mia esperienza di vita è stata inizialmente simile a quella di molte altre donne, probabilmente anche alla tua. É stata un susseguirsi di momenti positivi e negativi, di piccoli e grandi trionfi ma anche di momenti difficili e delusioni intense. 

Fino all’età di 32 anni, io definisco la mia vita come una bellissima e ben confezionata vita di provincia. Il mio mondo girava intorno a 5 km, sì 5 km: lavoro, casa, amici, sport, svaghi, tutto lì dentro.

Ho fatto tutto secondo i “canoni” della società: diploma e laurea con il massimo dei voti, posto fisso ben remunerato dall’età di 19 anni, matrimonio, figli (due bellissime e splendide figlie!)

Una vita normale insomma, ben confezionata, ben abbellita, tutto quello che molte di noi desiderano sin da giovani.

Più crescevo, più, sempre più frequentemente, mi trovavo a chiedermi:

  • Chi sono?
  • Cosa ci faccio qui?
  • È questo il reale motivo per cui sono venuta al mondo?

Quegli anni furono molto intensi per me, costellati da piccoli traguardi ma anche da momenti di crisi e cocenti delusioni.

Mi sentivo non realizzata. Mi impegnavo tantissimo sul lavoro. Volevo esprimere me stessa, creare maggiore valore ma quello che sentivo non combaciava con la realtà. Ciclicamente, per un motivo o per un altro, mi trovavo al punto di partenza.

Era straziante, mi chiedevo come poter cambiare quella situazione ma non vedevo soluzione.

Fino a quella chiamata: “Vuoi andare a Milano?”

E dentro di me percepii una forza enorme, la forza di dire sì a quella chiamata. Contro tutti, contro tutti i giudizi di chi con faccia costernata mi chiedeva il perché.

E sì, quel giorno è il primo giorno in cui ho detto sì a Valentina, sì a me stessa.

Ed ecco che così a 32 anni, nel 2019, mi ritrovai alle sei di mattina sulla banchina di una stazione per salire sul il primo treno per Milano.

Da una vita in 5 km a 330 km di distanza. Rimini, casa, sicura, piccola. Milano, grande, sconosciuta, diversa.

Sono partita con solo un grande carico di speranza. Ero spaventatissima, sapevo che in qualche modo quell’esperienza mi avrebbe cambiato la vita.

Entrai in quel palazzo, enorme, bellissimo, vista Duomo, quello stesso palazzo che avrei chiamato casa qualche anno dopo, e mi sentii come si sente un novellino, un neo laureto, un neo assunto… nella mia mente si susseguivano domande come: “Che ci fai qui”, “Non sei all’altezza”, “Farai un disastro”, “Non ce la farai mai”. 

Ma ormai la soglia era varcata, non c’era altro da fare che camminare ed esplorare.

I primi mesi a Milano sono stati un susseguirsi di pianti ma giorno dopo giorno nasceva la nuova Valentina, quella che non era più la figlia di, la ragazza di, la moglie di … ma semplicemente Valentina.

Sono stati anni bellissimi pieni di insegnamenti profondi sia da un punto di vista lavorativo che personale. Ci sono stati anche momenti difficili, ostacoli che non ero pronta a superare. Per nessuno è tutto sempre facile e bello. Ma come dice Haruki Murakami, nel libro “Kafka sulla spiaggia”:

“Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.”

Sarei rimasta a Milano per sempre, amavo quelle luci, quel caos, quel su e giù. 

Ma ormai i 36 anni erano alle porte e con loro il sentimento dentro di dover cambiare, rallentare per far emergere idee, rallentare per trovare il modo dentro me di demoltiplicare gentilezza e gratitudine e rendere il futuro delle mie figlie un po’ più libero. Libero da quei preconcetti che avevano tenuta legata e ferma per tanto tempo me.

Ed eccoli i miei 36 anni! 

Mi hanno portano un regalo inaspettato: inizia una lenta ma bellissima discesa dentro Valentina, dentro la Valentina più autentica, quella che avevo tenuto nascosto anche a me stessa.

In questo periodo ho fatto miei concetti importantissimi, tanti altri ne devo ancora apprendere ma uno in particolare voglio condividere alla fine di questa lunga storia:

“Quando vibri amore, gioia, semplicità e abbondanza tutto intorno a te si allineerà a quelle vibrazioni e l’universo ti risponderà con amore, gioia, semplicità e abbondanza”.

Non è una bella frase… è la realtà.

 

TU, IO, TUTTE NOI 

POSSIAMO ESSERE 
TUTTO CIÒ CHE VOGLIAMO

Bene, ora che conosci il percorso del mio viaggio dimmi:

Anche tu senti quelle domande dentro di te?

Senti di essere l’opposto di quello che sognavi, di quello che volevi?

O semplicemente, come me, non ti sei mai chiesta realmente chi sei veramente nel profondo?

Se la risposta è si…

Ti va di conoscermi un po’ meglio? 

Ti va di fare un pezzo di viaggio di con me?

Continuiamo a camminare insieme, insieme è sempre più bello!

Non posso garantirti nulla ma ti prometto che condividerò sia i pensieri di questo mio viaggio qui su questo Blog e su Instagram sia gli Sfondi che quotidianamente utilizzo per aiutarci ad accendere una luce sulla nostra capacità di

scegliere, cambiare e realizzare pienamente te stessa. 

Grazie per aver letto la mia storia! Spero che io, le mie scelte anti confort zone e il mio primo treno per Milano ti siano stati d’ispirazione.

Ogni passo conta, la vita è un viaggio...

...alla scoperta della forza di Shakti che è dentro di noi.

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